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Modica è una delle Città dichiarate Mòdica, il cui nome originerebbe dal fenicio Mùtika (albergo, dimora), o dal siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), è situata 15 km a sud del capoluogo di provincia, ed il suo territorio urbano si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon (detti localmente "cave"). L'antica Contea di Modica ebbe nell'isola, a metà del secondo millennio, un'indiscussa potenza politica ed economica ed esercitò un potere così vasto per cui la cittadina era considerata un uno Stato nello Stato, "regnum in regno". Il Sovrano non contava, il Conte sì. E batteva anche moneta e teneva Gran Corte Criminale, per cui era padrone assoluto dei suoi sudditi. Ma i Conti di Modica furono, in genere, illuminati e capaci, soprattutto quelli a metà del millennio. Ed è da questo passato illustre che numerose iniziative traggono linfa per inserirsi in modo convincente nel futuro. Fino a metà del secolo scorso, appariva una città particolare che qualcuno paragonò a Venezia: La città in figura di "melagrana spaccata", felice immagine che Gesualdo Bufalino ha coniato per Modica, si arrampica sui costoni e raggiunge il vertice del castello. Oltre il maniero, la parte alta della città, le grande distese di terreni per cui la Contea andava fiera della sua agricoltura, in quelle vaste aree dove un geometrico disegno di muretti a secco, frutto di di un processo di divisione delle proprietà nato tra il XV e XVI secolo costituisce, unitamente ai grandi alberi di carrubo, uno degli aspetti più affascinanti del territorio. La Contea, che nel 1996 ha celebrato i suoi settecento anni (fu fondata il 23 Marzo 1296 e assegnata a Manfredi I Chiaramonte), estendeva ii suo potere su vaste zone dell'isola, spingendosi fino ad Alcamo, Caccamo e Calatafimi, ossia un quarto del territorio siciliano.
Un'altra donna aveva portato Modica al massimo splendore: la contessa Vittoria Colonna "che anticipò, quasi quattro secoli fa, le aspirazioni sociali della sua popolazione, distribuendo le terre incolte frazionando il feudo e attuando serenamente quella rivoluzione sociale liberando de facto i servi della gleba". E questo intenso sapore di barocco e di ricchezza Modica offre anche oggi, regalando splendidi panorami, tesori d'arte che trovano la loro maggiore espressione nella chiese, in fastosi palazzi a adornatissimi portali, fioriti sulle macerie del grande terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Sicilia orientale e che infierì particolarmente su Modica: la ricostruzione edilizia Del suo passato, però, Modica conserva l'orgoglio, i monumenti, la cultura, i nomi prestigiosi dei suoi figli, di ieri di oggi: da Tommaso Campailla a Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura. (tratto da www.conteadimodica.com/cultura/storia) Altro richiamo, per restare alla gola, è quello del cioccolato di Modica e quello di Alicante (e non so se di altri paesi spagnoli): un cioccolato fondente di due tipi – alla vaniglia, alla cannella – da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto – sia pure il più celebrato – ne sia l’adulterazione, la corruzione. La Contea di Modica - Leonardo Sciascia, Giuseppe Leone (1983) |